Gran Galà del Bacalà - Sandrigo patria del bacalà alla vicentina 

Gran Galà del Bacalà - Sandrico patria del bacalà alla vicentina

Nel 1987 grazie ad un’intuizione fortunata dell’allora Presidente della PRO LOCO Michele Benetazzo, si costituisce nella Sala del Consiglio Comunale di Sandrigo, la CONFRATERNITA DEL BACALA’ ALLA VICENTINA. Un sodalizio formato da cultori, gastronomi e personaggi noti che decidono di riunirsi per promuovere un piatto tipico che stava ormai scomparendo in Veneto. La manifestazione è unica nel suo genere, grazie alla presenza dei norvegesi e della Confraternita del Bacalà vestita con le insegne caratteristiche, e in questi 32 anni la Festa del Bacalà di storia ne ha fatta tanta: sono stati ospitati a Sandrigo Ministri, Presidenti di Regione, autorità di rilievo internazionali, tv e giornali di ogni genere. Ogni anno il programma viene arricchito con novità e specialità culinarie e si rafforzano i rapporti con i norvegesi: grazie anche al Gemellaggio con l’Isola di Rost, alla presenza sempre più cospicua degli ospiti nordici e degli studenti che, ad anni alterni, vengono in visita in questo territorio.

Infatti Sandrigo è considerata la "patria del baccalà", grazie ai suoi legami di amicizia, culturali e commerciali con le isole LOFOTEN (NORVEGIA) ed in particolar modo con l’isola di RØST. La leggenda vuole che Messer Piero Querini, mercante veneziano, nel 1431 cercava fortune commerciali fuori Mediterraneo e partì da Candia (isola di Creta) con una nave carica di malvasia, legni aromatici, spezie e cotone con l’intento di raggiungere le Fiandre. Vide via via svanire il suo sogno commerciale, sogno che si tramutò in un tragico naufragio. Parte dell’equipaggio perì tra i flutti, ma una delle due imbarcazioni di salvataggio, in balìa dei marosi e dei capricci dei venti, raggiunse fortunosamente un isolotto, coperto di neve, deserto. I superstiti bevvero neve sciolta, si nutrirono di frutti di mare e molluschi strappati all’oceano, fino a che, approdarono sullo scoglio gli abitanti di un’altra isola, vicina alla loro. I poveri superstiti vennero da loro accolti, nutriti e curati. Questa gente aveva un modo ben strano di conservare il proprio alimento principale, il merluzzo. Mondato, salato e seccato all’aria per mesi, il pesce diventava duro come un bastone. La gente di là chiamava questo cibo “Stockfiss”, insomma lo stoccafisso, erroneamente da noi chiamato Bacalà (altro non è che merluzzo sotto sale). Il mercante veneziano tornò a casa dopo un lungo viaggio per mare e per terra e portò con sé il nuovo curioso alimento, scambiandolo lungo il tragitto fino a Venezia, con vitto, alloggio e trasporti di vario genere. Da allora quanto questo pesce ha avuto un ruolo salvifico nelle mense della popolazione meno abbiente vessata dalle intransigenti regole alimentari imposte dalla Riforma Tridentina: piatto popolare e conservabile, di larga resa e costo contenuto.

Altra leggenda vuole che nel 1269, i vicentini che tentavano l’assalto al castello di Montebello, difeso dai veronesi, alle guardie che gridavano altolà, rispondessero: oh, che bello, noi portiamo polenta e baccalà. E subito i veronesi, golosi, spalancarono il portone!

Ma le prime testimonianze scritte arrivarono nell’ottobre 1580, all’aprirsi dell’era palladiana, arriva a Vicenza Michel de Montaigne. Vicenza gli appare come una "grande città piena di palazzi gentilizi", ma niente di più. Nel suo celebre "Journal de Voyage en Italie", lascia un mediocre appunto su Vicenza, ma il suo entusiasmo letterario riprende fuoco solo per un pranzo in cui era incluso il famoso "piatto nazionale" dei vicentini: il baccalà! .

Grazie alla Confraternita del Bacalà di Sandrigo dal 1987 queste storie e tradizioni hanno trovato nella Festa del Bacalà (oggi Gran Galà del Bacalà) un luogo e un momento nell’anno, comunemente riconosciuto come sagra, in cui vengono valorizzate e promosse per le future generazioni

Le sagre, infatti, sono espressioni dell’identità e della cultura di un territorio e, come tali, devono essere valorizzate e tutelate anche da eventuali plagi: rappresentano un fondamentale strumento di promozione e valorizzazione dei prodotti tipici del territorio che proprio attraverso la manifestazione esaltano le proprie qualità. Negli anni le sagre hanno fatto scoprire varietà ed eccellenze locali, mettendo in luce il legame tra il prodotto e il territorio.

Grazie all’esame di una commissione nazionale e all’ispezione nel corso della Festa del Bacalà alla Vicentina 2022, da parte di UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia riconosciuta da parte della Commissione nazionale per l’UNESCO, quale Associazione che persegue con forte impegno la promozione, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale), dal 2023 la Festa del Bacalà alla Vicentina ha ottenuto il riconoscimento di Sagra di Qualità. Questo è un valore aggiunto che riconosce l’impegno di tanti volontari e associazioni che, in sinergia collaborano con il Comune e gli enti locali pubblici e privati, per organizzare una festa che ogni anno accoglie migliaia di visitatori da tutta Italia. La Festa del Bacalà di Sandrigo è la prima Sagra in provincia di Vicenza ad ottenere questo riconoscimento e la seconda nel Veneto. La cerimonia di consegna del Premio è avvenuta il 20 marzo 2023 a Palazzo Madama a Roma 

Il paese di Sandrigo, che negli anni ha trasformato la propria economia da prettamente agricola a quella artigiano-commerciale-industriale, conta ben nove ville venete ed una villa del ‘500 (Villa SESSO) di scuola palladiana, ben conservate, alcune delle quali sono visitabili previo appuntamento. Nella frazione di Lupia si può ammirare uno splendido scorcio di campagna veneta tuttora preservata da insediamenti abitativi ed industriali.  Il nome della località Sandrigo compare già come quello odierno in un documento datato 1080 relativo ad antichi diritti monastici, conservato nell'archivio della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli. Queste origini antiche e la stessa esposizione di Sandrigo al centro di un'area intensamente battuta durante le scorrerie degli Ungari, avvalorerebbero l'ipotesi dell'esistenza in questo luogo di un castello o di altre opere fortificate; non se ne trova però alcun cenno nelle cronache dell'epoca e neppure in altri documenti. Un pallido indizio potrebbe trovarsi nella cronaca del Maurisio; nella sua cronaca egli racconta che nel 1209 il paese subì saccheggi, quando Ezzelino il Monaco sconfisse le truppe vicentine e lì furono catturati i conti Guidone Maltraversi e Corrado da Vivaro. Costoro – scrive il Maurisio – furono presi "benché avessero e torri e munizioni fortissime"; dove fossero tali torri il cronista non lo dice, e par di capire ch'egli alluda alle tante fortificazioni che le due potenti famiglie possedevano nei vari luoghi del vicentino, quindi forse anche qui. Da allora la comunità rurale di Sandrigo seguì le vicende della città di Vicenza, passando insieme ad essa sotto la signoria di Ezzelino III da Romano, la custodia di Padova e, dal 1311, la signoria Scaligera e infine quella Viscontea. Durante questi due secoli, il territorio fu teatro di lotta tra città e fazioni guelfe e ghibelline. Nel 1338 durante la guerra tra Scaligeri e Repubblica Veneta, il paese subì notevoli violenze e danni. Quando poi nel 1378 il Re di Ungheria spedì un esercito in Veneto per aiutare i suoi alleati Scaligeri contro i veneziani, in una sola notte le sue truppe trasformarono Sandrigo in un cumulo di macerie. Verso la metà del Trecento, il territorio di Sandrigo fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Marostica e tale rimase, anche sotto la dominazione viscontea e veneziana, sino alla fine del XVIII secolo 

La storia di Sandrigo fu legata per secoli alle vicende della famiglia Sesso, devota alla causa imperiale, insediatasi nel territorio dal XIV secolo e rimastavi fino ai tempi moderni. Dopo la dedizione di Vicenza alla Serenissima nel 1404, per Sandrigo iniziò un periodo di relativa tranquillità. Fu però teatro di una battaglia tra le milizie della Repubblica e quelle dell'imperatore Massimiliano I nel 1511 durante la guerra della Lega di Cambrai: i veneti tesero una imboscata alle truppe imperiali nelle immediate vicinanze del paese, uccidendo centinaia di soldati e catturando molti prigionieri. Nella conseguente reazione, solo la tradizionale fedeltà dei Sesso alla causa imperiale risparmiò alla comunità ingenti danni. Ma due anni dopo, nel 1513, il Comune subì un'ulteriore esperienza di saccheggio da parte delle truppe imperiali. Nel 1530 il palazzo dei Sesso alloggiò per breve tempo l'imperatore Carlo V d'Asburgo, in viaggio verso Bologna per ricevere la corona imperiale.  Nel periodo di pace e prosperità che seguì a queste guerre, Sandrigo rimase sempre sotto il patronato della famiglia Sesso, che vi conservò notevoli proprietà. Iniziò per il paese un'era di sviluppo dell'economia, con il rifiorire dell'agricoltura e dell'allevamento degli animali domestici, tanto che nel Seicento il paese era conosciuto per il suo mercato, un evento importante della zona, che si teneva ogni venerdì e richiamava acquirenti e commercianti da tutti i paesi vicini.

Dopo la caduta della Serenissima nel 1797, con l'annessione del Veneto al Regno d'Italia nel 1866, il paese ha vissuto e vive un periodo di sostanziale tranquillità, potendo contare su una fiorente società ed economia agricola prima e più artigiano-commerciale-industriale ai giorni nostri  

Per maggiori informazioni potete consultare: https://it.wikipedia.org/ e https://festadelbaccala.com/

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